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TOPIC: Commenti post visione...

#61
Ferraro (Utente)
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Commenti post visione... 28/07/2007 16:10 Karma: 0  
“PUNTO ROSSO”

Affresco neorealista, ironico e drammatico al tempo stesso, di un malcontento sociale che serpeggia nello svolgersi della vita quotidiana…
Il “Punto Rosso” mette in scena le delusioni della gente comune nei confronti di una certa gestione della “cosa comune”, quella ad uso e consumo di una politica corrotta e di un’economia amministrata secondo logiche infide e parassitarie.
Ma non c’è solo amarezza: nel film il tentativo di un uomo qualunque diventa spiraglio di fiducia nella possibilità di un nuovo domani, un ipotetico grido di protesta per rivendicare una realtà dove possa esserci un po’ più di giustizia sostanziale e un po’ meno gioco di potere. Nel film vive la speranza di mettere un punto (…rosso…) ad un andamento disfattista, fatto di aspettative deluse e di illusioni sopite, e di andare finalmente a capo.
Riccardo (Fabrizio Sabatucci) è un cabarettista ironico e pungente, animato da un coraggioso idealismo. Dopo aver fatto gavetta sui palchi teatrali arriva per lui un goloso ingaggio presso una rete televisiva locale.
Il suo temperamento appassionato lo porta, durante un’esibizione, a rivelare verità scomode e a denunciare sistemi corrotti, soprattutto sull’onda della rabbia provata in seguito alla morte di un giornalista, fatta passare per suicidio, in verità provocata.
Infatti il giornalista Solferini, con le sue indagini, aveva scoperto trame oscure all’interno del mondo economico e finanziario; per questo viene eliminato dalla mano invisibile e vendicativa della malavita.
Anche Ricky paga le sue provocazioni con l’espulsione imposta dall’ALTO dal canale televisivo.
Trasforma allora la sua amarezza nella volontà di fare qualcosa di significativo per opporsi ad uno status quo marcio e decide di candidarsi alle elezioni politiche. Dà vita al Partito degli Invisibili, il cui simbolo è un naso rosso, come quelli indossati dai clown (..quel punto rosso che dà il titolo al film…).
Ricky, con il supporto degli amici che vogliono condividere con lui questa ribellione, intende farsi portavoce del disagio di una classe media che, nonostante il marciume dilagante e i problemi economici incombenti, non smette di credere ai valori dell’onestà, della lealtà e del bene pubblico.
Si scontra però con il mondo ipocrita dei compromessi politici e delle false retoriche di partito che finiscono per confluire su tavoli imbanditi , al cui cospetto trovano soddisfazione gli appetiti delle opposte fazioni.
Ma, forte dell’appoggio conquistato tra i suoi simili (gli invisibili), Riccardo persegue con tenacia i suoi ideali puri, rifiutando alleanze e patti di comodo, e lotta fino alla fine e al prezzo di un tragico epilogo per diffondere quei punti rossi…quei nasi da clown divenuti simboli di una volontà di svolta, non potente e non prepotente, contro le furbizie e i soprusi del potere precostituito e utilitaristico. (NDR: bella la sequenza finale di volti coi nasi rossi per le strade della città)
Sullo sfondo storie appena accennate di personaggi appassionati e animati da sentimenti densi di varia umanità. Tra questi meritano una menzione speciale: SARA (Valeria Mei) , responsabile di un centro di accoglienza che dietro i suoi sorrisi nasconde l’amarezza e gli sforzi che è costretta a compiere per superare le difficoltà burocratiche del suo lavoro, diventa compagna complice di Riccardo. Poi una sempre irresistibile Anna LONGHI, che interpreta la vicina di casa di Ricky che gli elargisce, oltre a gustose pietanze fatte calare a casa sua con un paniere, anche pillole di saggezza popolare, frutto di una vita semplice e modesta.
PAOLO (Andy Luotto) , rappresentante di un mondo contadino e di una realtà fatta di capre, pecore e formaggio, si muove tra gli esseri umani con fare canzonatorio e ingenuo; conosce anche lui l’amarezza del vivere sociale a causa di un esproprio, minacciato e poi evitato.
Poi c’e’ il BURATTINAIO (Angelo Infanti), personificazione dell’uomo potente, incarnazione della corruzione, interviene in modo subdolo e con fare appunto da burattinaio per difendere quelli che lui chiama “equilibri”, ma che altro non sono che gli sporchi privilegi di un potere gretto e prevaricatore.
Infine MICHELE (Francesco Venditti) ragazzo di borgata, che vive di espedienti e che per mantenere un tenore di vita al di sopra delle sue concrete possibilità, si spinge oltre i varchi della legalità, mettendosi sempre nei guai. I suoi sguardi e i suoi confronti verbali, sia pure brevi, con Ricky, rivelano in fondo un’anima fragile e desiderosa semplicemente di un riscatto , di una possibilità.
La sceneggiatura del film ha una notevole solidità narrativa, ricca di quegli spunti di riflessione sul senso del vivere sociale che attraversano la mente di tutti noi. Una storia scritta in maniera semplice, lineare, diretta; il film risulta nel complesso estremamente credibile e pregno di verità, pur non risultando mai banale o scontato.
E’ un film godibile che mette in primo piano quei meccanismi scomodi e fastidiosi che purtroppo, spesso, guastano il panorama economico politico e sociale del nostro Paese. E lo fa in maniera irriverente e ironica, mai pesante, riuscendo ad evitare i rischi della denuncia demagogica o retorica.
Belle le immagini di una Roma metropolitana e notturna con i suoi giochi di luce tra le architetture millenarie e le atmosfere magiche evocate da luoghi intrisi di storia e umanità; azzeccati i passaggi musicali; buono il livello di recitazione degli attori che hanno saputo trasmettere il senso di coralità dell’azione.
Unica nota di riserva: forse un montaggio meno aggressivo avrebbe contribuito ad aumentare l’impatto e i risvolti emotivi della trama, e a dare magari più corposità ai tumulti interiori dei singoli personaggi.
  Scrittura pubblica disattivata.
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